“At the end of th day”, un film senza fine. Interminabile e prevedibile il primo lungometraggio di Cosimo Alemà, noto per la regia di videoclip, spot e corti.
Un action thriller più simile ad una sfida ai videogames. I giocatori sono già tutti in campo, nessun colpo di scena, o si vince o si perde.
Un gruppo di ragazzi si immerge nella natura selvaggia per una partita di Soft-Air ma non sa di trovarsi in una ex base militare, un campo minato dove i prigionieri venivano torturati da quelli che oggi sono veterani per cui la guerra non è mai finita. Una ragazza scompare e diventa ostaggio in uno scontro dove i giovani ignari diventano bersaglio dell’offensiva nemica. La guerra ha inizio.
Una trama piuttosto semplice che non prevede sorprese. Sicuramente ottima la regia di Alemà che produce la giusta frenesia utilizzando due macchine a mano, con un uso della messa a fuoco abbastanza dinamico.
Ma troppo spesso il ritmo è spezzato da interminabili scene di sofferenza che non fanno altro che determinare il desiderio di giungere alla fine del film.
Quello che Alemà voleva raccontare è “ciò che può avvenire in poche ore, non al buio, ma sotto la luce del sole”. Scopo palesato dalle insistenti riprese della luce diretta del sole che acceca i protagonisti.
Eccellente l’interpretazione di Michael Lutz

at th ebd of the day
at the end of the day

con una mimica efficace e assolutamente credibile. Anche il resto del cast è una rivelazione di giovani attori molto promettenti.
Per gli amanti del genere, un thriller made in Italy, distribuito a livello mondiale, può comunque essere un’occasione per misurare la qualità del cinema nostrano quando si cimenta in un genere dal sapore internazionale.

Antonella Lauria

 

 

http://www.cineblog.it/post/29208/at-the-end-of-the-day-la-recensione-in-anteprima

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