Rivolta di Londra: teppisti o giovani ribelli?

Gli scontri tra i giovani e la polizia a Londra stanno assumendo la forma e l’idea di rivolta.
Molti li chiamano teppisti altri presagiscono ondate di insurrezione in tutta Europa.

Tutto nasce da uno dei soliti abusi della polizia. Anche in Italia abbiamo molti esempi anche recenti di morti per mano dello Stato. Chissà perché questo non ha fatto scaturire una vera rivolta. Di certo non si può dire che i giovani italiani abbiano migliori prospettive per il futuro, tutt’altro. Eppure scelgono la tranquilla sopravvivenza che ha preso ormai il posto dell’esistenza.

La questione sociale, razziale e politica apre dibattiti non ancora estinti.

La mancanza di istruzione, il degrado, la rabbia ed il disprezzo contro le forze dell’ordine, simbolo più visibile e a portata di mano per la comune gente, danno adito all’idea di una marmaglia di giovani scapestrati e violenti che rubano perché non hanno voglia di lavorare. Questa la visione di una parte dell’opinione. E dalla tv al web è ciò che si percepisce in questi giorni.

I rivoltosi di Londra sono giovani che non hanno coscienza politica di ciò che fanno, ma di certo si ribellano ad uno stato di cose che va sotto il nome di capitalismo e prendono gli oggetti del desiderio che lo stesso ha prodotto, creando frustrazione e malcontento.

E’ vero, non vogliono il pane quotidiano, a quello ci pensano i sussidi statali; quello che desiderano è il lusso, l’agio e tutto ciò che cinema e tv ha mostrato loro.

Se anche andassero a lavorare non avrebbero molto di più di quello che lo Stato offre loro, senza fatica. Non viene loro offerta la possibilità di poter mai avere quel di più. E non si tratta di immigrati ma di giovani inglesi o provenienti dal resto dell’Europavpervendetta.

Il capitalismo vittima dei suoi stessi frutti? Troppo apocalittico immaginare nel prossimo futuro uno scenario di rivoluzioni proletarie in tutto il mondo. Almeno nel mondo occidentale ed occidentalizzato troppe pance piene per mettere in atto una rivoluzione di marxiana memoria.

Ma colpisce che stia succedendo proprio a Londra, capitale multietnica e multiculturale, meta per tanti giovani in cerca di un futuro. Non si può non pensare al V for Vendetta, ambientato nella stessa Londra e dove il finale resta aperto: caos o un nuovo ordine?

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