I PARTITI AL TG IN UN GIORNO QUALUNQUE

Premetto che non guardo la tv da qualche anno, in effetti non so perché, forse perché ne ho avuto sempre meno voglia e necessità. Mi capita però qualche volta di ritrovarmi davanti a quella scatola mostruosa in grado di deviare le menti di bambini e adulti. Non inizio a parlare dei primi perché dovrei dedicarvi un articolo intero. Ma gli adulti? Questa massa informe di persone che non legge, non sa quasi niente di politica, guarda solo la tv per informarsi e non capisce il “politichese”. Questa gente, la nostra gente, si lascia abbindolare da populisti e demagoghi. Fin qui tutto normale, ognuno fa la sua parte per guadagnare consensi, ma in una società civile proprio l’informazione dovrebbe essere il discrimine. Non mi meraviglia che siamo al 70° posto per libertà d’informazione, come potrebbe essere diversamente in un Paese dove il leader politico di uno dei più grossi partiti detiene tv, case editrici e quant’altro.. ma non è lui argomento di questo articolo. Torniamo alla televisione, in particolare quella pubblica, il tg1 che, in un giorno qualunque, mi è malauguratamente capitato di seguire.

Bene, c’è spazio per tutti come par condicio vuole. Il Pd, Renzi renziani e renzietti che discutono per la data del Congresso, mmh interessante, agli italiani importa molto quando e perché il Pd deve riunirsi e si sentono discorsi di cui non si capisce veramente un tubo. OK tocca al Pdl, o meglio Forza Italia visto che si vedono Alfano ed altri sventolarne orgogliosamente al bandiera. “Noi siamo i Ministri che tolgono le tasse” dice uno, lo ribadisce un altro, “abbiamo tolto l’Imu ed eviteremo di far aumentera l’Iva”. Incredibile, questi sono paladini del popolo. Lo vedi aveva ragione lui, che nel frattempo sta divulgando video alla Giucas Casella (“Io sono innocente, Io sono Innocente”, “Solo quando lo dico io..quando lo dico io”), ci tolgono le tasse loro. Per carità i telegiornali riportano notizie, dichiarazioni, ma la scelta delle stesse può creare una visione distorta della realtà.

di Bertolotti e De Pirro

Bene se c’è ancora qualcuno che si domanda come hanno fatto a votarlo in così tanti nelle ultime elezioni, la risposta è molto semplice e sta tutta in una scatola.  Ad ogni modo mi dspiace ma la Rai ha ormai perso l’autorevolezza e la dignità di un tempo e non mi meraviglia che pochi giorni dopo questa mia riscoperta di una verità che ahimè già conoscevo, Grillo abbia “occupato” la Rai definendo i giornalisti “camerieri della politica” e in questa condizione di informazione deviante spero solo non si voti domani!

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Rivolta di Londra: teppisti o giovani ribelli?

Gli scontri tra i giovani e la polizia a Londra stanno assumendo la forma e l’idea di rivolta.
Molti li chiamano teppisti altri presagiscono ondate di insurrezione in tutta Europa.

Tutto nasce da uno dei soliti abusi della polizia. Anche in Italia abbiamo molti esempi anche recenti di morti per mano dello Stato. Chissà perché questo non ha fatto scaturire una vera rivolta. Di certo non si può dire che i giovani italiani abbiano migliori prospettive per il futuro, tutt’altro. Eppure scelgono la tranquilla sopravvivenza che ha preso ormai il posto dell’esistenza.

La questione sociale, razziale e politica apre dibattiti non ancora estinti.

La mancanza di istruzione, il degrado, la rabbia ed il disprezzo contro le forze dell’ordine, simbolo più visibile e a portata di mano per la comune gente, danno adito all’idea di una marmaglia di giovani scapestrati e violenti che rubano perché non hanno voglia di lavorare. Questa la visione di una parte dell’opinione. E dalla tv al web è ciò che si percepisce in questi giorni.

I rivoltosi di Londra sono giovani che non hanno coscienza politica di ciò che fanno, ma di certo si ribellano ad uno stato di cose che va sotto il nome di capitalismo e prendono gli oggetti del desiderio che lo stesso ha prodotto, creando frustrazione e malcontento.

E’ vero, non vogliono il pane quotidiano, a quello ci pensano i sussidi statali; quello che desiderano è il lusso, l’agio e tutto ciò che cinema e tv ha mostrato loro.

Se anche andassero a lavorare non avrebbero molto di più di quello che lo Stato offre loro, senza fatica. Non viene loro offerta la possibilità di poter mai avere quel di più. E non si tratta di immigrati ma di giovani inglesi o provenienti dal resto dell’Europavpervendetta.

Il capitalismo vittima dei suoi stessi frutti? Troppo apocalittico immaginare nel prossimo futuro uno scenario di rivoluzioni proletarie in tutto il mondo. Almeno nel mondo occidentale ed occidentalizzato troppe pance piene per mettere in atto una rivoluzione di marxiana memoria.

Ma colpisce che stia succedendo proprio a Londra, capitale multietnica e multiculturale, meta per tanti giovani in cerca di un futuro. Non si può non pensare al V for Vendetta, ambientato nella stessa Londra e dove il finale resta aperto: caos o un nuovo ordine?